9.4.12

E la vita è - ne sono sicuro - fatta di poesia


“Che cos'è un libro? – si chiede Jorge Luis Borges ne L’invenzione della poesia” - Un libro sembra qualcosa come un quadro, un essere vivente; però, se gli facciamo una domanda, non risponde. Allora ci accorgiamo che è morto”.

Ed è vero un libro di per sé non dice nulla, parla nel momento in cui qualcuno comincia a sfogliarne le pagine e intesse un dialogo tutto interiore con lo scrittore. E’ il lettore che lo fa vivere, che deve sentire che ha qualcosa da comunicare. Il libro non ha valore di per sé, ha valore se qualcuno lo rimette in vita con il suo intervento. I libri possono vivere se ci incuriosiscono, se ci stupiscono, se ci presentano realtà nuove che non potremmo conoscere in altro modo. I libri esistono se ci informano, se acuiscono il nostro spirito critico se giocano con la nostra intelligenza piccola o grande che sia.. I libri esistono se sollecitano domande senza le quali il nostro sapere non potrebbe progredire. I libri vivono quando aprono le nostre menti, e ci liberano dalle sbarre dei nostri pregiudizi, per mettere in moto la nostra immaginazione…


Il vescovo Berkeley (che, vi rammento, è stato un profeta della grandezza degli Stati Uniti) – dice Borges - ha detto che il sapore della mela non si trova nella mela – che non può gustare se stessa - né nella bocca di colui che la mangia. Ci vuole un contatto fra l'una e l'altra. Lo stesso accade nel caso di un libro o di una raccolta di libri, una biblioteca. Un libro è un oggetto fisico in un mondo di oggetti fisici. È un insieme di simboli morti. Poi arriva il buon lettore e le parole - o, meglio, la poesia che sta dietro le parole, perché le parole in sé sono semplici simboli - tornano in vita. Ed ecco la resurrezionedella parola”.

E riferendosi alla poesia continua dicendo:

“Ogni volta che mi sono immerso nei testi di estetica, ho avuto la sgradevole impressione di leggere le opere di astronomi che non avessero mai osservato le stelle. Voglio dire che si trattava di scritti sulla poesia come se la poesia fosse un dovere, e non quello che in realtà è: una passione e una gioia (... ) E la vita è - ne sono sicuro - fatta di poesia. La poesia non è un'estranea; la poesia è, come vedremo, sempre in agguato dietro l'angolo. Ci può balzare addosso in ogni momento.
Sicché si può dire che la poesia è ogni volta una nuova esperienza. E, tutte le volte che leggo una poesia, l'esperienza accade. Ecco che cos' è la poesia”.

Dei maestri che si amano, poi, egli dice: “mi piacerebbe sentire le loro voci. E, qualche volta, provo a imitarle, per poter pensare come loro avrebbero pensato, li sento sempre intorno a me”.
L'immagine in alto è di Franck Juery

9 commenti:

  1. Splendida testimonianza. C'è molto da imparare per motivare e appassionare i ragazzi alla poesia.
    Anna

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  2. la poesia è sempre una nuova esperienza... E' questo che dovremmo sentire. Io penso che i testi che leggiamo a scuola diventino senza vita, proprio perchè non li si lega alla realtà, non li si fa vivere... Non è facile, ma ci dovremmo almeno provare.
    Paola

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  3. Che bella riflessione, la resurrezione della parola che avviene nell'incontro con il lettore! E talvolta, come mi è capitato lavorando con i bambini che hanno difficoltà di lettura, questo incontro deve essere mediato da qualcuno che legge ad alta voce, e allora l'esperienza della lettura diviene condivisa, qualcosa di diverso ma di altrettanto forte e stimolante della lettura individuale e silenziosa. E' una cosa che farei ogni giorno: leggere insieme a qualcuno una poesia, una pagina di un libro e commentarla. Un po' quello che fanno i religiosi con la parola di Dio, che leggono e commentano insieme ogni giorno. Così io farei con le parole degli uomini e delle donne, se solo avessi qualcuno con cui farlo. Poi di fatto la sera leggo, per lavoro leggo, ma quando lo faccio sono sempre sola. E certe volte questa solitudine pesa.
    Chiara

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  4. Che bella questa pagina !!!
    Sono un appassionato di poesia ne ho scritto diverse che ho in un mio blog personale; non vi offendete se ve ne posto una ??? La scrissi dedicandola a una cara persona scomparsa precocemente ( Emilia tu sai a chi ...); ve la propongo in lingua sarda e anche tradotta in italiano.

    " FROR'E MENDULA "

    Unu mori de campagna, a primavera,
    ho segnadu currende cun peis mius :

    fragu de menta imbastardia,
    treullu de abba de s'arriu.

    Sus tempus ses firmadu a mi castiai,
    e deu incantada a d'ascurtai;

    tempus antigus, tempus e pensamentos ;
    nudda mi as lassadu custu mundu avaru,
    eppuru tantu appu seminadu.

    Ingratu fiast cun su destinu miu,
    ma poitta Deus, mi as generadu ??

    Du sciu ca seus nascius po sunfrire,
    però te potzos faghere una preghiera ??

    Chi Tue mi olles in sa corte tua, te pregu,
    non riservet ad attros sa propria sorti mia.

    Sa Terra de Sardigna m'adde biu naschere,
    pranghende m'adda accumpangiada,
    in cussu mori segnadu de is peis mius,
    in d'unu campu de fror'e mendula bestidu.

    " FIORE DI MANDORLO "

    Un sentiero di campagna, a primavera,
    ho segnato correndo con i miei piedi :

    odore di menta selvatica,
    rumore di acqua di ruscello.

    Il tempo si è fermato a guardarmi,
    ed io incantata ad ascoltarlo;

    tempi antichi, tempi di pensieri;
    nulla mi ha lasciato questo mondo avaro,
    eppure tanto ho seminato.

    Ingrato sei stato con il mio destino,
    ma perché Dio mi hai messo al mondo ??

    Lo so che siamo nati per soffrire,
    però posso farti una preghiera ??

    Se Tu mi vuoi alla tua corte, ti prego,
    non riservare ad altri la mia stessa sorte.

    La Terra di Sardegna mi ha visto nascere,
    piangendo, mi ha accompagnata,
    in quel sentiero segnato dai miei piedi,
    in un campo di fiori di mandorlo vestito.

    Saluti, Alessandro

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  5. ...si può dire che la poesia è ogni volta una nuova esperienza. E, tutte le volte che leggo una poesia, l'esperienza accade. Ecco che cos' è la poesia”. Queste parole le dedico alla scuola dove, ogni giorno, vive la poesia. Le voci, i suoni, i rumori, gli sguardii, le gioie, le paure, i sorrisi e i pianti, la scoperta, una carezza o un rimprovero...tutto è una continua poesia. E ora che devo lasciarla lo è ancor di più.
    Maria Miceli

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  6. la poesia è veramente in agguato...nei libri, nei sorrisi della gente, nei visi di chi ami...condivido...la vita è fatta di poesia...
    Paola

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  7. Bisognerebbe ritrovare il gusto di leggere anche insieme, di far parlare i libri nel nostro tempo e attualizzarli. I libri ci aiutano, la poesia sicuramente ci regala grandi emozioni... I miei allievi amano molto scrivere poesie e a volte sono bravi.
    Francesco

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  8. "libri esistono se sollecitano domande senza le quali il nostro sapere non potrebbe progredire", è molto giusto. Se i professori sapessero fare questo, credo che per lo meno ci sarebbero molto meno studenti demotivati. Io sicuramente sarei stato uno di questi. La cosa più terribile è annoiarsi a scuola, non veder l'ora che passi il tempo. Ma davvero è colpa solo degli studenti. Io non credo proprio
    Federico

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  9. E' il lettore che può dar vita al libro, che nasce però da una vita a sua volta. Bisogna fare incontrare il libro con la vitalità che è dentro di lui con un'altra vita che però deve trovare nell'altra qualcosa che risuoni dentro di sè. Altrimenti l'incontro non avviene.

    Carla

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